Sabato 1° agosto 2026, sul Passo Monte Croce Carnico – il Plöckenpass che da secoli collega la Carnia italiana alla Val Lesach e alla Gailtal austriache – si è svolto il primo grande evento pubblico dell’Accademia delle Erbe di Montagna, fondata ufficialmente il 4 gennaio 2026 per iniziativa di erboriste, chef e narratori del gusto di entrambi i versanti alpini. L’appuntamento, che ha riunito quaranta partecipanti provenienti dall’Italia e dall’Austria, ha riportato al centro dell’attenzione un patrimonio botanico e culturale che il confine di Stato non è mai davvero riuscito a dividere.

Passo Monte Croce Carnico, sabato 1° agosto 2026 — sul valico che da sempre mette in comunicazione due valli e due Paesi, l’Accademia delle Erbe di Montagna ha tenuto il suo primo grande evento pubblico.

La giornata è cominciata alle 10:30 con un’escursione tra i sentieri del Passo, guidata dalle due erboriste dell’Accademia: Ursula Puntel, di Cleulis nella Valle del But, e Klara Obernosterer, della Val Lesach e della Gailtal. Le due esperte hanno accompagnato il gruppo alla scoperta delle erbe spontanee dei pascoli d’alta quota, illustrandone proprietà, usi tradizionali e importanza per un ecosistema alpino di eccezionale ricchezza. Perché tutti i partecipanti, italiani e austriaci, potessero seguire le spiegazioni nella propria lingua, la traduzione simultanea è stata affidata a Barbara Klaus, socia dell’Accademia. Tra il gruppo anche la sottoscritta, socia fondatrice dell’Accademia e food blogger, voce della narrazione digitale del gusto legata al progetto.
Al termine della camminata, un aperitivo interamente a base di erbe di montagna, preparato da Klara Obernosterer, ha offerto un primo assaggio concreto di come i sapori selvatici raccolti poco prima possano trasformarsi in creazioni di raffinata semplicità.
Il momento culminante della giornata è stato il pranzo gastronomico, firmato da due soci fondatori dell’Accademia: lo chef Fabrizio Damiano Casali, del Ristorante Al Valico, e la chef lussemburghese Marie-Louise Loos. Il menu ha attraversato le
erbe alpine piatto dopo piatto: dall’entrée «la mucca e il fieno», che ha aperto il pasto con il profumo dolce del fieno d’alta quota, alla sfera friabile di anice verde e latteria su spuma di acetosella; fino alla tagliatella ripiena di ortica e frant, con crema di affioramento e polvere di pere Martin di Cleulis, affiancata da un piatto firmato dalla stessa Marie-Louise Loos, «Il Finto Pomodoro di Malou».
Nel complesso, il menu ha portato in tavola non meno di ventisette erbe di montagna raccolte nell’area del Passo Monte Croce Carnico: una rara combinazione di cucina innovativa e di sapori eleganti, leggeri e sapientemente bilanciati, animata da uno spirito creativo che si è rivelato anche nella presentazione dei piatti — composizioni armoniose e quasi pittoriche, degne di una creazione d’arte contemporanea.
L’evento ha segnato un passo importante nella missione dichiarata fin dal primo comunicato di nascita dell’Accademia: mettere in rete, oltre il confine di Stato, l’anima botanica e quella gastronomica del progetto, in uno spirito di collaborazione transfrontaliera radicato in una storia condivisa ben più antica dei confini nazionali.
Il successo dell’iniziativa è testimoniato dai numeri: i quaranta posti disponibili sono andati esauriti in poco tempo, mentre oltre cento persone sono rimaste in lista d’attesa. Un segnale, secondo gli organizzatori, dell’interesse crescente per un turismo lento e consapevole, capace di valorizzare un’area di montagna dalla biodiversità eccezionale – definita fin dalla nascita dell’Accademia come uno dei punti d’incontro più preziosi tra la flora alpina e quella illirica – che si estende senza soluzione di continuità tra la Carnia italiana e la Val Lesach e la Gailtal austriache.




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